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Via del sale 2011


Nico Orengo, La Via del Sale
Nico Orengo. Non era un amico. E neppure un collega. Chi scrive, purtroppo, non può accreditare un'amicizia e neppure millantare un sodalizio intellettuale. Per me Orengo era lo scrittore, il giornalista, il mitico "capo" dell'inserto letterario di La Stampa: Tuttolibri. Conosciuto per caso, anni fa, andando in giro per mostre a Torino quand'ero un giovane critico d'arte militante di Flash Art, quando a San Salvario in una galleria di Largo Saluzzo con una imbarazzante gaff io gli presento Mainolfi. E Nico, che di Luigi (Mainolfi) era grande amico da lunghissima data - come peraltro era amico di tutti i maggiori artisti di Torino - da gran signore qual era, invece di guardarmi dall'alto in basso come a dirmi "ma tu non sai chi sono io" abbozza un sorriso dolce e un po' mesto, sussurrandomi "grazie, ma ci conosciamo da tempo". Ma non è il caso qui di fare l'agiografia di Nico Orengo, sia perché non era nelle sue corde, sia perché altri, a lui ben più vicini e consapevoli, hanno già detto e scritto note biografie puntuali dove il suo valore d'intellettuale viene messo in luce. In occasione di questa ottava edizione della Via del Sale, però, forse, bisogna ancora una volta ricordare quanto grandi fossero il suo interesse e la sua autentica passione per l'arte contemporanea e quanto importante sia stato il suo ruolo a sostegno degli artisti, soprattutto di quelli attivi in Piemonte. Non solo tramite la scrittura che sapeva darci chiavi di lettura delle loro opere sempre nuove e mai tediose, evitando i troppi cripticismi dell'astruso e narcisistico critichese, grazie ad una prosa letteraria "narrativa" da vero, grande scrittore. Artisti che sosteneva anche con forza "in nazionale" sulla pagina dell'arte che, alcuni anni fa, era centrale a Tuttolibri, e dove lui in quanto caporedattore, sempre dava spazio e visibilità alle mostre non solo dei soliti già fin troppo noti, ma anche degli emergenti e dei più timidamente defilati. Un caso per tutti, l'amatissimo artista Ugo Giletta. Certo conosceva e apprezzava anche tutti i ragazzi del gruppo dell'Arte Povera, in gran parte suoi coetanei, ma non disdegnava mai scoprire giovani talenti, come i Graal. Con questa apertura mentale, Nico Orengo ha curato tutte le edizioni della Via Del Sale, l'intelligente rassegna diffusa su quel territorio tra Piemonte e Liguria a lungo misconosciuto e fuori dai tradizionali percorsi turistici (ma tanto caro a Nico!), organizzata con testarda determinazione da Silvana Peira e da Nico Orengo generosamente "curata", benché i fondi per realizzare il progetto fossero pochissimi, e nonostante la diffidenza delle amministrazioni locali di capire l'importanza di una mostra itinerante che era quand'è nata caso quasi unico in Italia, ancor oggi attualissima, perché tutte le opere erano e sono Site Specific e vanno a collocarsi all'interno di spazi non deputati, benché tutti intensamente artistici. Ci voleva il carisma e la statura di Nico Orengo, e anche il prestigio che gli veniva dall'essere caporedattore influente di La Stampa, per ottenere giusta credibilità in loco. E Nico avrebbe potuto selezionare, se avesse voluto, solo artisti internazionali, come accadeva in altre aree contigue del cuneese dove collezionisti imprenditori hanno commissionato a statunitensi di grido la decorazione di cappelle e aziende vinicole … Nico s'era invece rifiutato di puntare sulla notorietà scontata di artisti globalizzati, ma puntava ogni volta a creare un mix calibratissimo di artisti di fama e di esordienti, puntando sempre su autori attivi in Piemonte e Liguria. Non stupisce quindi che quando Silvana Peira, quest'anno, ha deciso di dar vita ad un'edizione della Via del Sale che ricordasse Nico due anni dopo la sua morte, prematura sotto tutti i punti di vista, tutti gli artisti hanno accettato l'invito con grande entusiasmo. Anch'io, immodestamente, e certo meno titolato di molti altri, scrivo queste poche righe ricordano con affetto Nico che, un giorno un cui ero in difficoltà a concludere una lunghissima recensione ad un libro che lui, con generosità, mi aveva commissionato per un'intera pagina di Tuttolibri, mi disse: "fai volare la penna, come sai fare tu". Dandomi così una sferzata di autostima e adrenalina che in pochi minuti mi fece arrivare alla fine del pezzo. Come pure ricordo con quanta dolcezza mi chiedesse di mia moglie Claudia, del mio primo figlio, allora neonato, João Paolo, del quale lui ricordava perfettamente il nome, nonostante ci vedessimo poco, ma di quel poco lui ricordava tutto, facendoti sentire un vero amico. Con affetto e riconoscenza ti ricordiamo in tanti caro Nico, sulla Via del Sale, che è poi la Via maestra della tua cultura, sospesa tra le vallate lussureggianti e silenti di un profondo e segreto Piemonte e il mare della tua Liguria, dalla quale traevi i tratti aristocratici, non solo per blasone (mai ostentato anzi sempre celato) ma soprattutto per il tuo stile di vita e i modi da gran Signore. Ancora grazie di tutto carissimo Nico!
Guido Curto

Canale (CN)


ENOTECA REGIONALE DEL ROERO
Luigi Mainolfi
Il fondaco Il fondaco

BERGOLO (CN)


PIEVE DI S. SEBASTIANO
Luigi Stoisa
Cara Silvana,
è tempo di elevare per conservare,
proteggere,
purificare,
assorbire,
tutto di ciò che l'effimera materia ci illude.
A Nico, la mia via del sale.
Selvaggio 29/07/2011
Luigi Stoisa

Il fondaco

Levice (CN)


CHIESA DI SAN ROCCO
Giorgio Griffa - Gabriella Benedini


Il fondaco Il fondaco

Prunetto (CN)


CASTELLO DEGLI SCARAMPI
Giulio Paolini - Salvo - Jean Gauidaire Thor - Gabriella Benedini - Marco Gastini - Gilberto Zorio
Quando il lamento del mare diventa voce la memoria è di immensi spazi mai più ripetibili.

Ugo Giletta
Il fondaco Il fondaco

Marco Gastini

Il fondaco

Gral

Il fondaco

Luigi Mainolfi

Il fondaco

Giulio Paolini

Il fondaco

Salvo

Il fondaco

Gianni Tamburelli

Il fondaco

Gilberto Zorio

Il fondaco

Monesiglio (Cn)


EX FILANDA
Jean Gaudaire Thor

Il fondaco

Camerana (Cn)


CHIESA DI S. ANTONIO
Claudio Rotta Loria

Il fondaco

Finalborgo (Sv)


CHIOSTRO DI SANTA CATERINA
GRAL - Gianni Tamburelli

Gral

Il fondaco

Gianni Tamburelli

Il fondaco


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