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Via del sale 2008

Arte Contemporanea dalla Langa al Mare
dal 3 Agosto AL 12 Ottobre
Il centro culturale Il Fondaco di Bra con il sostegno della Regione Piemonte presenta la settima edizione della rassegna di arte contemporanea Via del Sale a cura di Silvana Peira e del noto scrittore Nico Orengo. Una mostra di arte contemporanea che si svolge nel segno di un profondo affetto per un territorio ruvido e complesso come l'Alta Langa svelando, attraverso l'arte, bellezze paesaggistiche e testimonianze storico-architettoniche, regalando momenti di intrattenimento trasversali alla luce di un importante patrimonio enogastronomico. Un percorso artistico-culturale, ma al tempo stesso geografico che ridisegna lo snodarsi della Via del Sale, l'antica strada del commercio che portava dai monti al mare e che ancora oggi collega i luoghi in cui si svolge la manifestazione: da Santo Stefano Belbo, il paese in collina descritto e vissuto da Cesare Pavese, passando per la splendida cittadina medievale Cortemilia, i minuscoli e arroccati Bergolo e Levice fino a Finalborgo, frazione di Finale Ligure considerata tra i borghi medioevali più belli d'Italia. La Via del Sale è una rassegna consolidata sul territorio che, ormai da sette anni, presenta lavori realizzati da artisti emergenti e maestri dell'arte contemporanea, coinvolti e conquistati dalla magia di una mostra collettiva dove ogni particolare è il frutto di una profonda collaborazione fra spazio, arte, territorio.

Santo Stefano Belbo (CN)


Chiostro del centro studi Cesare Pavese
Roberto Bertagnin
Il lungo - più di sessant'anni - e singolare percorso artistico dello scultore Roberto Bertagnin segue un filo nordico che parte dalla nascita nel 1914 a Munster, in Westfalia, da madre tedesca e padre cadorino, e si rafforza nel suo modo silenzioso e distaccato di essere e lavorare. Decide di diventare scultore e si diploma all'Accademia di Venezia, dove da subito segue e apprezza le teorie innovative sulla scultura di Arturo Martini.
Nel 1944 inizia l'attività espositiva con una personale alla "Piccola Galleria" di Venezia. Collabora in seguito con Martini, ne sposa la figlia Nena e si trasferisce in Liguria pur mantenendo per molti anni lo studio a Milano. Espone nelle più importanti Gallerie d'arte e a numerose edizioni della Triennale di Milano, Biennale di Venezia, Quadriennale di Roma, Biennale di Anversa… Come altri amici artisti di Brera disegna copertine e illustrazioni per la casa editrice Einaudi. Insegna modellato nei licei artistici di Genova e Savona. Lavora con grande libertà creativa nel proprio limpido mondo personale, dove monumentali sculture in terracotta o pietra, bassorilievi in acciaio e rame, bronzi, vetri, ceramiche, ardesie non dimenticano mai del tutto la rappresentazione e nitidamente dispiegano la loro energia dinamica in un gioco lieve e luminoso che quasi si svolge da sé e al quale Bertagnin presta la sua mano con leggerezza e partecipazione. Attualmente realizza disegni immediati, di rigoroso equilibrio e felicemente liberi.

Il fondaco Il fondaco

CORTEMILIA (CN)


Chiesa di San Francesco
Piero Bolla
Una chiesa suggestiva e ristrutturata ospita i 42 cani realizzati in cartapesta dall'artista saluzzese: una programmata serialità in contrasto con la l'idealizzazione dell'opera unica. L'arte di Bolla non è una mai facile: è un lavoro impervio, che si lascia scoprire con difficoltà. Ha sempre respinto le componenti del gusto spicciolo, o del gioco formale. Il suo linguaggio essenziale, vibrato, e al tempo stesso ricco, in molti casi, complesso, si raccoglie e si distende, si fa cupo, o si accende di luce, sotto la spinta di un'ispirazione ansiosa ed implacata.

Il fondaco Il fondaco

BERGOLO (CN)


Cappella di San Sebastiano
Tea Taramino e Area-Roma (Maurizio Milanesio - Romina Mandrile)
Il paese della pietra di Langa accoglie un'installazione di ceramiche in terra cruda e un complesso lavoro sulla spiritualità compiuto a quattro mani. Tea Taramino traccia una ricerca relativa al concetto di soglia: una porta che si situa fra presente e passato arcaico della civiltà umana; passaggio immaginario che consente di accedere a quel particolare luogo mentale dove si mescolano e si condensano le culture che hanno concorso alla mia esperienza. Lega forme e colori del Mediterraneo, d'Africa e d'Asia operando una sorta di sincretismo mistico e concreto. Cerca di rappresentare l'esistente nella sua qualità di cambiamento e di possibilità di relazione con l'altro e l'altrove, tale mutevolezza nel tempo è ciò che fa si che si possano costruire e raccontare storie. In ogni opera l'altro è sempre presente come corpo tangibile attraverso tracce e frammenti materiali di riferimento o coinvolto direttamente come partecipante.
Il lavoro di area Roma parte da una riflessione sulla spiritualità, sulla preghiera, sui desideri e le aspirazioni. La preghiera è strutturata su parole che non vogliono esprimere concetti concreti, materia, noumeni. Svuotate di ogni forma materiale, esse hanno bisogno di un simbolo forte universalmente riconoscibile in grado di rappresentarle. Prendendo in considerazione il primate che per luogo comune desidera la banana, l'uomo studia i suoi comportamenti e identifica i suoi bisogni/desideri in un'immagine piatta e standardizzata. Il Banana Problem innesca l'insight – intuizione o illuminazione – vissuta come idea improvvisa e inaspettata, spirituale, indipendente dalla volontà cosciente.

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Levice (CN)


Cappella di San Rocco
Ugo Nespolo
"Lavorare, lavorare, lavorare … preferisco il rumore del mare". Il mare visto con gli occhi di una tra le più rilevanti e popolari figure del panorama artistico contemporaneo. Ugo Nespolo nasce a Mosso in provincia di Biella; durante la sua formazione culturale si diploma all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e successivamente si laurea in Lettere Moderne. Negli anni Sessanta, entra a far parte del panorama artistico italiano, influenzato soprattutto dalla Pop Art. I suoi lavori sono caratterizzati da una spiccato senso dell'ironia, da una accentuata vena trasgressiva e da un particolare senso del divertimento che diventeranno il suo personale marchio di fabbrica. Negli anni Settanta Nespolo si indirizza verso un altro mezzo di comunicazione: il cinema sperimentale, d'artista. I suoi film ricevono diversi consensi e critiche positive in vari centri culturali europei come Parigi e Varsavia. Sempre in questo periodo, Ugo Nespolo sperimenta nuove tecniche, come il ricamointarsio, e materiali insoliti, come l'alabastro, l'ebano, l'avorio e la porcellana. Negli anni ottanta si trasferisce negli Stati Uniti, dove i suoi soggetti principali sono rappresentati dalle strade, dalle vetrine e dai personaggi che popolano New York. Da questo periodo fino ai giorni nostri, Ugo Nespolo collabora a diverse creazioni artistiche, scenografie, realizza un altro film, inoltre partecipa con le sue opere a diverse mostre a livello internazionale come in Giappone e in America Latina.

Il fondaco Il fondaco

FINALBORGO (SV)


Giardino Della Biblioteca Mediatica
Enzo Bersezio
Uno dei borghi più belli d'Italia diventa lo spazio perfetto per fare da quinta alle sculture lignee dell'artista piemontese, tra elementi dinamici e poetiche rappresentazioni del reale. Enzo Bersezio e' un'artista che, con il suo lavoro, testimonia esemplarmente le vicende dell'ultimo trentennio di arte italiana, con un'ulteriore appendice derivante dal suo essere torinese, dal vivere in una città nel bene e nel male emblematica della storia recente dell'arte italiana contemporanea, soprattutto dal punto di vista dell'evoluzione dello stile e dell'anticipazione delle tendenze, in onore al ruolo di laboratorio socioculturale storico appannaggio del capoluogo subalpino. Nel secondo dopoguerra, infatti, dopo un iniziale predominio della Milano dei Fontana e dei Manzoni, e' Torino, dopo la parentesi della pop romana, ad assumere un ruolo di capofila, anche rispetto al sistema galleristico e museale, in un' Italia per un certo periodo, almeno fino ai primi anni'80, protagonista di rilievo e proiettata in una dimensione internazionale.

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