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Via del sale 2007

Arte Contemporanea dalla Langa al Mare
La Via del Sale, giunta quest'anno alla sesta edizione come sempre curata da Silvana Peira e da Nico Orengo, è una mostra di arte contemporanea ma anche il segno di un profondo affetto per un territorio ruvido e complesso come l'Alta Langa: attraverso l'arte si possono scoprire bellezze paesaggistiche e testimonianze storico-architettoniche, godere di momenti di intrattenimento con le molte iniziative collaterali, apprezzare il patrimonio enogastronomico attraverso il coinvolgimento di enoteche, botteghe e ristoranti locali.
La manifestazione presenta un percorso artistico ma anche geografico, riscrivendo lo snodarsi della Via del Sale, antica strada del commercio che portava dai monti al mare che ancora oggi collega luoghi affascinanti ma ancora poco conosciuti: Santo Stefano Belbo, Cortemilia, Bergolo, Levice, Prunetto, Camerana e Saliceto sono i paesi del cuneese dove gli artisti collocano le loro opere, trovando con essi un intimo legame. Anche quest'anno, ripetendo la positiva esperienza della scorsa edizione, la rassegna segue la sua naturale vocazione e raggiunge la riviera ligure, fino a passare Millesimo e toccare la bella Bergeggi. Come sempre la Via del Sale coniuga alla presenza di artisti importanti, figure storiche dell'arte contemporanea, le opere di giovani talenti ormai riconosciuti così come continua a presentare promesse di un talento ancora da scoprire. Tutti gli artisti si sono come ogni anno fatti conquistare dalla magia di una mostra collettiva dove ogni particolare è il frutto di una profonda collaborazione fra spazio, arte, territorio e come sempre hanno realizzato opere appositamente concepite.

Santo Stefano Belbo (CN)


Chiostro del centro studi Cesare Pavese
Lorenzo Griotti
Saluzzese, ha raggiunto fama internazionale a partire dagli anni Sessanta, quando insieme a Sergio Anelli e Piero Bolla ha fondato il gruppo "Corpi Plastici" (1963): negli anni in cui la produzione di oggetti seriali era legata alla pratica consumistica, i tre saluzzesi irrompevano sulla scena artistica con sculture-arredo in materiale plastico, costruite per essere ripetibili in serie ma con l'unico scopo di "essere messi a disposizione dell'uomo per rendere estetico l'ambiente della vita quotidiana". Realizzati sui criteri imprescindibili della chiarezza e della semplicità, negli incastri di geometrie nette e nell'uso di colori vivaci i "corpi plastici" introducevano una dinamica giocosa nel mondo del design coevo; la loro programmata serialità, in contrasto con la concezione idealizzante dell'opera unica, mirava ad una diffusione più vasta dell'opera d'arte. Per tutta la seconda metà degli anni Sessanta e oltre, i "corpi plastici" sono stati oggetto di importanti esposizioni in Europa e negli Stati Uniti. L'aspetto legato alla ludicità dell'opera e l'utilizzo di materiali plastici, esplorati in sempre nuove sperimentazioni, sono rimaste le cifre distintive del lavoro di Lorenzo Griotti, che con i suoi oggetti colorati in perspex ha scelto la via dell'umorismo e della provocazione per rispondere a tutto quanto riconosce come ordinario nella società contemporanea. Per la Via del Sale propone un'installazione che comprenderà sculture aeree (alianti) e sculture a terra di forme geometriche.

Il fondaco Il fondaco

CORTEMILIA (CN)


Chiesa di San Francesco
Loris Cecchini
Giovane artista milanese, dalla seconda metà degli anni Novanta si è affermato come una delle voci più interessanti nel panorama nazionale e internazionale. Ha iniziato la sua attività artistica modellando materie morbide e duttili: plastica, resina, gomma e cellulosa. In seguito ha stampato fotografie su minuti e inusuali supporti, come la carta da chewing-gum e, senza rinnegare l'attitudine a modellare la materia, ha affrontato le molteplici ed inesplorate possibilità del computer, mettendo in discussione il senso del reale in una prospettiva sospesa tra il naturale e l'artificiale, sia con immagini digitalizzate, sia con installazioni realizzate con elementi scultorei. L'artista crea veri e propri set fotografici con oggetti da modellismo che poi fotografa. Le figure umane sono poi sovrapposte attraverso un processo digitale. I risultati sono opere fotografiche di grande formato, dove il progettista predilige un taglio che richiama lo schermo cinematografico o quello "widescreen" dei televisori dell'ultima generazione. Di grande impatto sono anche le sue sculture molli, ossia oggetti della quotidianità che, plasmati in gomma uretanica grigia, sono come svuotati, si afflosciano e si deformano. Recentemente ha realizzato installazioni di ampie dimensioni (ambienti comunicanti e meravigliose sculture fluttuanti che rimandano a composizioni molecolari) all'interno del progetto, che tra il 2006 e il 2007 è stato esposto a Pechino (Galleria Continua), Shanghai (Duolun Museum), Parigi (Palais de Tokyo) e New York (PS1). Nella chiesa di Cortemilia espone due lavori fotografici pensati per la Via del Sale.

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BERGOLO (CN)


Cappella di San Sebastiano
Giulio Paolini
Il paese della pietra di Langa accoglie un'installazione di ceramiche in terra cruda e un complesso lavoro sulla spiritualità compiuto a quattro mani. Tea Taramino traccia una ricerca relativa al concetto di soglia: una porta che si situa fra presente e passato arcaico della civiltà umana; passaggio immaginario che consente di accedere a quel particolare luogo mentale dove si mescolano e si condensano le culture che hanno concorso alla mia esperienza. Lega forme e colori del Mediterraneo, d'Africa e d'Asia operando una sorta di sincretismo mistico e concreto. Cerca di rappresentare l'esistente nella sua qualità di cambiamento e di possibilità di relazione con l'altro e l'altrove, tale mutevolezza nel tempo è ciò che fa si che si possano costruire e raccontare storie. In ogni opera l'altro è sempre presente come corpo tangibile attraverso tracce e frammenti materiali di riferimento o coinvolto direttamente come partecipante.
Il lavoro di area Roma parte da una riflessione sulla spiritualità, sulla preghiera, sui desideri e le aspirazioni. La preghiera è strutturata su parole che non vogliono esprimere concetti concreti, materia, noumeni. Svuotate di ogni forma materiale, esse hanno bisogno di un simbolo forte universalmente riconoscibile in grado di rappresentarle. Prendendo in considerazione il primate che per luogo comune desidera la banana, l'uomo studia i suoi comportamenti e identifica i suoi bisogni/desideri in un'immagine piatta e standardizzata. Il Banana Problem innesca l'insight – intuizione o illuminazione – vissuta come idea improvvisa e inaspettata, spirituale, indipendente dalla volontà cosciente.

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Prunetto (CN)


Castello degli Scarampi
Umberto Mariani
Umberto Mariani, nato a Milano nel 1936, ha tenuto frequenti mostre, personali e collettive, sia in Italia che all'estero grazie ad una pittura in continua evoluzione. Formatosi alla Scuola di Achille Funi e influenzato dalla conoscenza di Constant Permeke, dalla metà degli anni '50 Mariani guarda alle esperienze internazionali coeve alla ricerca di una poetica personale: i lunghi soggiorni nel nord Europa e lo studio della pittura di Sutherland confluiranno nelle pitture della sua prima personale nel 1965. Segnato dal confronto con le istanze sociali e ideologiche e dall'incontro con la figuration-narrative francese, poi impegnato in una personale elaborazione della pop art, Mariani abbandona i temi naturalistici e sceglie forme astratte ed emblematiche. Nel 1974 nasce il ciclo Alfabeto afono, dove le lettere dell'alfabeto sono avvolte in un soffocante drappeggio, simbolo dell'impossibilità di comunicare. L'uso del drappeggio diventa elemento distintivo, in numerose forme e sperimentazioni, così come l'approdo a palcoscenici vuoti e sipari abbandonati e l'indagine sul tema dell'illusione, affrontata dal 1985 nel ciclo degli Specchi. Negli anni che seguono la ricerca si evolve nei Ferri, poi nelle lamine di piombo usate come un tessuto a pieghe rigide, poi ancora nell'autobiografia, con nomi e date della propria vita avvolte da materiale plastico trasparente che rappresenta la consunzione della memoria. La vita e l'opera di Mariani sono fortemente legate alle intense esperienze di viaggiatore; la straordinaria fortuna espositiva l'ha visto esporre in importanti musei e gallerie di tutto il mondo.

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CAMERANA CONTRADA (CN)


Chiesa di Sant'Antonio
Walter Valentini
Il linguaggio artistico di Walter Valentini affonda le sue radici agli anni della formazione. Alla fine degli anni Quaranta, vissuti tra Roma e Milano, è allievo di Max Huber, Albe Steiner e Luigi Veronesi, dal 1950 al '55 si specializza in incisione sotto la guida di Carlo Ceci presso la Scuola del Libro di Urbino, per poi fare ritorno definitivamente a Milano dove tuttora vive e lavora. La permanenza a Urbino permette a Valentini di studiare a fondo l'arte e la cultura del Rinascimento, che insieme alla musica rimarrà nel tempo uno dei principali riferimenti per il suo lavoro: sia nell'attività grafica che in quella pittorica, l'artista è stato sempre affascinato dall'universo della geometria e del disegno, da cui ha mutuato le forme e le regole che sostengono le sue raffinate composizioni. Le sue opere assumono l'aspetto di architetture immaginarie, di luoghi fuori dal tempo. Riconosciuto a livello internazionale quale maestro ed innovatore nel campo dell'incisione, a partire dagli anni Settanta conduce un'intensa attività espositiva presso gallerie private e spazi pubblici: opere grafiche, installazioni, sculture, opere su tela e su tavola sono state presentate in numerose mostre personali, tenute sia in Italia che all'estero. Rilevante anche l'attività di Valentini nell'illustrazione di testi letterari in edizioni pregiate a tiratura limitata. Valentini curerà la propria installazione per la Via del Sale trasferendo all'interno di questo piccolo e delizioso ambiente barocco la sua capacità raffinata di rappresentare gli spazi attraverso il disegno e la geometria.

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CAMERANA VILLA (CN)


Torre Enrica Borghi
Nata nel 1966 a Premosello Chiovenda (VB), vive e lavora a Milano. Dopo aver studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, ha cominciato ad esporre i suoi lavori nel 1992, usando la fotografia e materiali riciclati come mezzo d'espressione. Indaga sull'identità femminile e sul ruolo della donna e nel 1995, alla Galleria Alberto Peola di Torino, ha presentato abiti da donna fatti con borse della spesa, etichette e carta da pacco, ed una serie di busti di Venere e statue di stile classico ricoperte di unghie finte, piume, o decorate con fermagli e bigodini. Nel 1997 ha partecipato a "Quando la spazzatura diventa Arte", a cura di Lea Vergine al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto ed è stata selezionata per la Biennale Internazionale Giovani di Torino. Ha recentemente partecipato alla Quadriennale d'Arte di Roma e ha tenuto mostre personali alla Galleria Gianferrari e presso la Galleria Civica di Arco, dove la suggestione di un frammento di affresco di vita cortese ha ispirato tappeti, arredi, mobili, abiti e gioielli realizzati con carta di cioccolatini. Per la Via del Sale propone un'installazione fatta di numerosi elementi in pellicola di alluminio alla Torre di Camerana, ma espone anche presso il Castello di Saliceto.

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Saliceto (CN)


Castello Dei Del Carreto
Rosemarie Trockel
Fondamentalmente eclettica, iscrivibile in un mondo artistico dove tutto viene accolto e si compenetra, Rosemarie Trockel è una delle più importanti figure femminili del panorama attuale dell'arte contemporanea. La Trockel, artista tedesca che vive e lavora a Colonia, esplora con il suo lavoro temi di tipo sociale, in particolare legati alla figura della donna, al suo ruolo nella vita, nelle relazioni e nel mondo dell'arte: le sue opere mettono in discussione, con ironia ma anche con acuta provocazione, i pregiudizi e gli stereotipi più consolidati in merito ai comportamenti sociali e culturali. La Trockel è conosciuta soprattutto per le sue "pitture a maglia", disegnate al computer ma poi realizzate industrialmente, così che il lavorare a maglia si priva di quella sua identità comunemente associata alle attività femminili e trasmette altri significati, anche grazie a simboli familiari (come la svastica o il coniglietto di Playboy ) utilizzati per le decorazione dei tessuti. La riflessione critica su regole e convenzioni è condotta anche attraverso le sculture (conglomerati composti dagli oggetti dell'universo domestico più disparati, associati secondo criteri inaspettati e presentati come fossero reperti scientifici), le "sleeping-rooms" (presentate nel 1999 alla Biennale di Venezia sui temi del sonno e del tempo) e i video. L'artista ha esposto nei più importanti musei del mondo, come il Centre Pompidou di Parigi (2000) ed il DIA Center of the Arts di New York (2002); in Italia il MAXXI di Roma le ha dedicato una grande mostra nel 2006.Per la Via del Sale presenta il video Buffalo Milly + Billy, una produzione artistica che nel suo insieme scatena forti interrogativi sulla natura umana.
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Millesimo (CN)


Castello
Andrea Nisbet
Originario di Torre Pellice (To), a partire dalla fine degli anni Ottanta Andrea Nisbet comincia ad affermare e caratterizzare la propria identità artistica, inaugurando una fortuna espositiva che lo porterà a numerose mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati, sia in Italia che all'estero. Le opere dei primi anni, prevalentemente pittoriche, si sono concentrate sulla raffigurazione di luoghi legati alla storia e alla vita dell'uomo: deserti, senza individui, questi luoghi denunciavano inesorabilmente la presenza e la determinazione umana con il loro stesso esistere. Si fa così strada una riflessione sul destino, che trova espressione nelle tele della metà degli anni Novanta: entro atmosfere sospese, sono raffigurati scenari stradali su cui incombe la possibilità di un evento tragico ma dove sembra non esserci spazio per scegliere o per determinare il corso delle cose. La messa in luce delle contraddizioni e la scelta di mettere in crisi le visioni più rassicuranti e consolidate motiva il lavoro di Andrea Nisbet anche negli anni successivi, con una produzione che comprende disegni, video e più recentemente installazioni ambientali mirate a sovvertire le coordinate spaziali in favore di luoghi spiazzanti, per "affermare il diritto dell'arte a battere "strade" fuori dalle logiche consolidate, a scegliersi i propri destini, a creare un universo di segni insieme autonomo e dipendente dall'orizzonte reale" (Mario Bertoni). Oltre alle opere di Andrea Nisbet, presso il Castello di Millesimo saranno installate 6 postazioni in cui osservare video realizzati dal noto artista Ugo Giletta e riferiti alle precedenti edizioni de La Via del Sale.
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BERGEGGI (CN)


L'isola e il Paese
GRAL Graziosa Bertagnin e Albano Frediani
GRAl è l'acronimo che unisce i due artisti Graziosa Bertagnin e Albano Frediani, entrambi di Vado Ligure: pittrice lei e lui scultore, hanno dato inizio al sodalizio artistico nel 2002. L'aspetto che caratterizza i loro lavori risiede nel materiale con cui sono plasmati: GrAl recupera infatti l'antico procedimento con cui venivano realizzati i pavimenti "alla genovese", che erano composti da un impasto di graniglia di marmo colorato e ciottoli di mare. Graziosa ed Albano impreziosiscono questa tecnica artigianale mescolando gli ingredienti tradizionali con altri elementi, alcuni preziosi – come le pietre dure, i minerali, i fossili e i frammenti di ceramica – altri sorprendenti quanto inaspettati – come le chiavi, le forchette, i piccoli utensili in metallo e una miriade di oggetti diversi. Nella superficie variopinta e levigata delle loro sculture sagomate, sia di piccolo formato sia di proporzioni monumentali, i GrAl affondano i simboli e i colori che raccontano il loro modo di guardare la natura, di percorrere la storia dei luoghi e di conservare la memoria del mare. Durante quest'edizione della Via del Sale sarà possibile ammirare i loro particolari assemblaggi sulla caratteristica isola (su cui sarà posto il pesce sole e nel paese di Bergeggi (in cui sarà esposto il pesce mare mentre nella chiesa di Cortemilia omaggeranno l'antica strada del commercio esponendo il pesce sale.

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