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Via del sale 2006

Arte Contemporanea dalla Langa al Mare
La valorizzazione dei territori e dei loro luoghi anche più "nascosti", e proprio per questo a vol- te ancor più ricchi di fascino, rappresenta per la Regione Piemonte una priorità. Castelli e torri, chiese e piccole cappelle sperse tra valli e colline sono il patrimonio di una regione il cui fa- scino, fatto anche di sapori e di tradizioni secolari, è sempre più riconosciuto e apprezzato. L'iniziativa della Via del Sale, giunta orgogliosamente alla sua quinta edizione, si tro- va in perfetta sintonia con quanto dichiarato, e rappresenta per il territorio del bas- so Piemonte una lodevole occasione di scoperta e di apprezzamento. L'arte contem- poranea, tradizionalmente radicata nelle aree metropolitane, recupera in questi siti una nuova dimensione, dove sembra quasi acquietarsi e ritrovare i tempi giusti per raccontarsi. La Via del Sale diventa così l'occasione per coniugare la passione per il contemporaneo con l'amore ed il rispetto dei luoghi, con le loro bellezze storiche, paesaggistiche e di tradizione. Anche quest'anno la Regione Piemonte ha voluto supportare l'iniziativa, consapevole della sua unicità e di quanto l'Alta Langa possa ancora elargire in termini di offerta culturale e turistica. Gianni Oliva

Bergolo (CN)


Castello
Chiostro del centro studi Cesare Pavese Piero Fogliati

Il paese è il più piccolo comune delle Langhe, ma anche uno dei più affascinanti, collocato in una splendida posizione naturale a cavallo del- le valli Bormida e Uzzone. Attorniato da boschi e da prati da cui si godono bellissimi panora- mi sulle due valli, fino ad intravedere le torri di difesa della Langa astigiana, il paese è dispo- sto sulla cresta collinare: il gruppetto di case si snoda tra la piazzetta, la chiesa e la fontana, insieme ad altre presenze che dimostrano una organizzazione del territorio oculata ed una po- litica culturale di buon livello. Bergolo ha saputo caratterizzarsi come il paese di pietra, grazie all'esaltazione, al recupero e alla buona conser- vazione della pietra di Langa, che gli conferi- sce quel carattere unitario altrove parzialmente compromesso. In arenaria locale è anche l'edi- ficio più antico e nobile del paese, la chiesetta di San Sebastiano, che si trova sulla sommità della collina del cimitero: edificata nel XII secolo in pure forme romaniche, con l'abside semicir- colare e gli archetti che percorrono la parte alta della muratura, era dedicata al santo protettore dei contagi, che doveva sorvegliare dall'alto af- finché la peste non raggiungesse gli abitanti del paese.

Il fondaco Il fondaco

Levice (CN)


Cappella di San Rocco
Franco Biagioni
Il paese si aggrappa sul versante ovest della collina che sovrasta il fiume Bormida. Com- prende un ampio territorio, costellato di case sparse e di piccole frazioni che fanno corona al vecchio centro, posato su una terrazza panora- mica che si affaccia sulla valle. All'ingresso del paese la cappella di san Rocco fa da sentinella: recentemente restaurata, la chiesetta è origine medievale. Nell'abside semicircolare conser- va.un affresco verosimilmente di inizio Cinque cento: al centro è dipinta l'immagine della Ma- donna in trono con il Bambino, attorniata dai santi Sebastiano, san Rocco, Lucia e Giusep- pe; nella parte alta benedice il Cristo pantocra- tore. All'interno di questa raffigurazione sacra è ben riconoscibile lo scudo a righe trasversali rosse e gialle, simbolo dei Del Carretto, signori feudali di Finale Ligure e di queste valli appen- niniche. Il disegno di dominio del territorio da parte dei del Carretto prevedeva il controllo di quella che fu un tempo la più importante e si- cura via di comunicazione tra il mare e la pianu- ra padana: la via del sale. Infatti il possesso di tanti piccoli feudi ininterrotti garantiva un viaggio sicuro ai mercanti, attraverso un percorso co- steggiato di torri e castelli, che metteva in co- municazione la costa ligure con il Monferrato, i Savoia, i liberi comuni di Asti, di Alba e di Chieri.

Il fondaco Il fondaco

Prunetto (CN)


Castello degli Scarampi
Italo Antico
Situato in posizione dominante sulla cresta collinare che divide la Valle Bormida dalla Valle Uzzone, Prunetto è luogo di fascino e di attrazione tanto per gli aspetti naturalistici, con la bellezza dei fiori primaverili, i vecchi faggi e l'insieme della vegetazione boschiva, quanto per le presenze storico-artistiche, concentrate in particolare in cima all'imponente dirupo che sovrasta il centro abitato. Qui si ammirano i curiosi affreschi quattrocenteschi della chiesa della Madonna del Carmine, e sulla sommità si staglia il grandioso Castello degli Scarampi, fortificazione medievale sorta verso il XII secolo sulle più antiche preesistenze, tuttora testimoniate dal torrione a base quadrata che venne edificato come torre di guardia e di avvistamento all'epoca delle scorre- rie saracene. L'architettura del Castello, che fu di proprietà dei Marchesi Del Carretto, poi dei Corno ed infine degli Scaram- pi, conserva la severità e l'imponenza delle strutture difensive ma anche gli aspetti più leggiadri e decorativi assunti duran- te la sua destinazione ad uso abitativo. L'edificio ospita oggi il Museo Etnografico di Langa e il Museo del Mulo, che espone l'attrezzatura da campo usata per i muli dal Corpo degli Alpini.

Il fondaco Il fondaco

Camerana (CN)


Torre
Ester Viapiano
Il paese è ripartito in due zone principali: il concentrico di Villa è dislocato sulla collina, mentre Contrada è la parte dell'abitato che si attraversa percorrendo la fondovalle del fiume Bormida. Di particolare suggestione il pic- colissimo centro di Villa, dove si trovano gli edifici più interessanti: prima di tutto la torre, davvero imponente, che è quanto resta dell'antico maniero posto a difesa di questa parte della valle, in posizione strategica poiché a cavallo delle maggiori vie di comunicazione che collegavano Savona all'entroterra piemontese. Il complesso appartenne per lungo tempo ai marchesi di Ceva, finché nel 1268 pervenne ai Del Carretto che ne potenziarono l'antica casaforte. La torre, ben conservata e restaurata, fino ai più recenti interventi che ne hanno risistemato tutta l'area circostante, si eleva altissima con tutta la sua spettacolare mole; visitandone l'interno si può acce- dere alla parte alta, da cui si gode un panorama mozzafiato e a trecentosessanta gradi su tutto il paesaggio circostante. Di fronte alla torre, nella piazzetta particolarmente curata e tranquilla, la chiesa parrocchiale dedica- ta all'Annunziata è opera di un architetto di valore quale il monregalese Francesco Gallo, attivo nel Settecento.

Il fondaco Il fondaco

Saliceto (CN)


Castello degli Scarampi
Giovanni Anselmo - Grazia Toderi
Principale centro d'arte dell'alta valle Bormida, Saliceto conserva alcuni esempi d'arte medieva- le e rinascimentale di grande qualità: nel centro storico si segnala subito la mole maestosa del Castello, recentemente restaurato dopo anni di abbandono e di degrado. Particolarmente pre- gevoli sono gli affreschi rinvenuti in una nicchia del cortile interno, dove si riconoscono scene della vita di Cristo tra stemmi della famiglia Del Carretto. Le squisite fattezze dei volti, in parti- colare di due volti di donna, sono stati attribuiti al maestro senese Taddeo di Bartolo, a indicare una raffinatezza di tocco, unica in questa terra di Langa. Altrettanto pregevole è la facciata del- la chiesa parrocchiale, anch'essa un unicum, da queste parti, in quanto perfetto esempio di stile rinascimentale, voluto nel Cinquecento dal cardinale Carlo del Carretto. Nell'eccezionale decorazione è possibile riconoscere lo stemma a cinque bande oblique dei del Carretto, che secondo la tradizione ricordano le strisce di sangue che il capostipite della famiglia, ferito in battaglia, impresse con le dita sulla cotta gialla. Perfetto esempio di epica cavalleresca, predi- letta dai signori feudali, è il ciclo di affreschi di San Martino, tra gli esempi più interessanti di pittura gotica piemontese.

Il fondaco Il fondaco

Millesimo (SV)


Castello
Giorgio Griffa
Millesimo è un borgo ricco di attrattive storiche, naturali e gastronomiche. Dà il nome al terzo ramo sorgentifero della Bormida e fu l'importante centro dei numerosi possedimenti dei Marchesi Del Carretto. Conserva un aspetto tipicamente medievale, con l'ampia piazza centrale ed i portici antichi e animati. Sulla piazza si erge il Palazzo dei Del Carretto, sede attuale del Comune: sulla sua facciata si può ammirare la bellissima meridiana e all'interno del- l'edificio l'altare su cui Papa Pio VII, prigioniero di Napoleone, celebrò la Santa Messa. Entrando nel centro storico, è visibile il duecentesco ponte fortificato della Gaietta, con la sua porta-torre trecentesca, e nella parte alta, in posi- zione rilevata sulle vie di accesso, il Castello dei Marchesi Del Carretto (datato 1100 circa), recentemente restaurato a cura del Comune. Alla base del Castello, contornata da un meraviglioso giardino, è posizionata Villa Scarzella, sede del Museo Napoleonico, mentre poco fuori dal paese s'incontra l'edificio suggestivo di Santa Maria Extra Muros, antica chiesa di fondazione medievale attualmente interessata da un importante intervento di recupero e re- stauro. Isolato nei boschi dell'alta valle, a qualche chilometro a monte del centro abitato, spicca la cupola rotonda del settecentesco Santuario della Madonna del Deserto, luogo di devozione per gli abitanti di tutto il circondario.

Il fondaco Il fondaco

Spotorno (CN)


Giardini Lungomare J. F. Kennedy
Cracking Art
Adagiato nell'ampia insenatura chiusa da Capo d'Ere e l'isola di Bergeggi a nord- est, da Capo Noli a sud-ovest, Spotorno conserva nella sua vecchia struttura urbana centrale l'ossatura tipica del borgo marinaro ligure, una vocazione docu- mentata già nel '400 e consolidata nel corso dei secoli da una lunga tradizione. La città si articola in due nuclei: quello litoraneo ruota intorno alla Parrocchiale della Santissima Annunziata, consacrata nel 1694; la parte più antica è impernia- ta intorno al Castello, di probabile origine difensiva per proteggere gli abitanti dai possibili attacchi dei pirati insieme alle due torri di avvistamento ancora esistenti. La via del sale spotornese è raccontata dallo storico di Noli Bernardo Gando- glia: le barche di Finale Ligure scaricavano nottetempo sulla spiaggia della Ser- ra il sale di contrabbando, che a bordo di una carovana di muli intraprendeva il viaggio attraverso le Rocche Bianche, le Mallare e Altare fino a Carmagno- la, dove tuttora si conservano i registri di carico e scarico del sale. Nel viaggio di ritorno i muli portavano in riviera grandi quantità di formaggi, venduti local- mente, e di stracci, nuovamente imbarcati e trasportati fino alle cartiere di Voltri.
Il fondaco Il fondaco


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