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Raffaele Costa - Presidente della Provincia di Cuneo

Jean Gaudaire - Thor ci è venuto a trovare accompagnato da Silvana Peira. Lo sguardo franco e diretto eppure sognante, il sorriso gentile e un po' enigmatico, la sua vicenda di artista francese profondamente legato alle storie ed ai luoghi dei nonni materni nati in provincia di Cuneo ci hanno subito incuriosito e interessato. E nelle sue opere, nei suoi larghi segni d'inchiostro di china o nei tratti di matita con chiazze o tracce di colore, fogli di libri o di vecchi quaderni con vecchie scritture, carte fermate con la colla, abbiamo trovato suggestioni di forme vegetali e minerali, animali e umane, racconti di un tempo che attraverso l'infanzia dell'autore risale all'infanzia dell'umanità e del mondo. Vengono evocate infatti incisioni rupestri, ideogrammi, miti, ombre: segnali per provare a ripercorrere ricerche interiori. Ci è parsa subito di grande fascino l'idea di un "ritorno" ad Aisone e a Saliceto, paesi dei nonni e dell'infanzia, di un cammino artistico e della memoria sulle vie del sale là dove "c'è un punto nella storia in cui le acciughe cominciarono a viaggiare verso l'entroterra, a inerpicarsi per le valli" (Nico Orengo). "Certi ritorni sono reali e impossibili insieme", ci ricorda ed ammonisce Lalla Romano che in età molto avanzata percorse attraverso le foto della sua infanzia un suo ritorno alla Valle Stura: "Per ritornare, il tempo deve essere perduto. Solo ciò che è stato perduto ritorna. Solo ciò che si è perduto sarà ritrovato".

È parso di grande interesse a noi ed ai sindaci di Aisone, di Saliceto, Prunetto, Monesiglio, Gottasecca, Camerana proporre un itinerario al seguito dell'artista da Aisone verso l'Alta Langa, quella più lontana dalla città, rimasta ai margini dello sviluppo e dei flussi turistici; ci vuole un po' più di tempo e pazienza da Nizza, attraverso Cuneo e Mondovì, ma non è così difficile raggiungere queste colline da Torino e Savona, lasciando l'autostrada e muovendosi senza fretta sulle strade provinciali, oppure salendo da Alba percorrendo in cresta la pedaggera. Si scopriranno spazi verdi disegnati di piccoli boschi e di fazzoletti di terra intrisi di fatiche secolari, punteggiati di piccoli paesi, di castelli, di torri, di chiese e cappelle, di affreschi. Ci si potrà fermare in un punto per guardare il panorama, pensare a quanti, sol- dati, pellegrini, monaci, mercanti hanno percorso nei secoli queste terre, a quan- ti contadini le hanno lavorate, per poi immaginare di essere il piccolo pastore che vede i carri passare del quale racconta Beppe Fenoglio: "Tutte le volte che pasco- lava le pecore degli altri in qualche prato sotto la strada del mare e sentiva d'un tratto sonagliere, si arrampicava sempre sull'orlo della strada e da lì guardava venire, passare e lontanarsi i carrettieri e le loro bestie in cammino verso il mare con grandi carichi di vino e farine.

Qualche volta li vedeva anche al ritorno, coi carri adesso pieni di vetri di Carcare e di Altare e di stoviglie d'Albissola, e si appostava per fissare i carrettieri negli occhi, se ritenevano l'immagine del mare". Le opere di Jean Gaudaire -Thor, appositamente create per luoghi nei quali saranno esposte, da luglio ad ottobre nei fine settimana ci accompagneranno in un viaggio nel tempo e nello spazio, senza fretta. Potremo incontrare feste, cose buone della terra e della cucina, persone ed anche... noi stessi.

Saliceto (CN)


Castello del Carretto
Jean Gaudaire - Thor

Le stelle di San Lorenzo. Il lavoro presentato a Saliceto è attraversato da un legame tra scien- za, tempo e geografia che percorre tutte le opere. Partendo da San Lorenzo (a Saliceto gli è dedicata una chiesa e la notte delle stelle cadenti è festa del paese) l'approdo giunge alle costellazioni, viste come mappa di un itinerario fisico e spirituale. Itinerario fisico perché il disegno stellare è fin dall'antichità bussola notturna dei viaggiatori, che rincorrendo i movimenti celesti hanno con- dotto le loro imbarcazioni e orientato i trasferimenti, prediligendo gli spostamenti nelle ore notturne proprio per essere illuminati dalla mappa delle costellazioni. Quello del viaggio è un tema principe nel percorso creativo di Gaudaire -Thor, che oltre ad aver ricevuto dalle peregrinazioni impulsi forti e significativi, ha molto dialogato con la figura del viaggiatore: a Saliceto si possono osservare alcune opere della fine degli anni Ottanta, quando l'artista ha sviluppato il ciclo di lavoro su Cristoforo Colombo, ma si tratta di un argomento continua- mente elaborato, fino allo "sguardo impossibile" del 2001. La via del sale è terra di cammino e di scambio, su cui il profumo del mare arriva con una brezza e si ferma nelle strade con i carri degli acciugai, dove la notte che guida la navigazione è la stessa che illu- mina i sentieri del contrabbando di sale per arrivare alla montagna. Le opere del Castello esprimono quest'universo di terra mare e cielo, ricompongono la sua varietà nell'assembramento di carte e colori, di immagini animali e segni di scrittura, di elementi vegetali e presenze umane. I percorsi si intrecciano, nomi e lingue si mescolano, culture diverse si avvicendano e depositano il loro sapere una sull'altra. Jean Gaudaire -Thor le ritrova, le raccoglie e le ricompone, come in un mosaico. Le stelle indicano anche la mappa di un itinerario spirituale. Nella cosmografia infatti l'uomo non disegna solamente i riferimenti dell'o- rientamento territoriale, ma trova anche una corrispondenza con i ritratti delle entità sacre. Accanto ad un metodo di conquista dello spa- zio fisico si definisce un desiderio di acquisizione dello spazio religio- so, e le costellazioni ne divengono immagini tangibili. L'ordinamento celeste riflette un itinerario spirituale, il viaggio travalica i confini del tempo e unisce il mondo terreno alla dimensione del divino. Le traiet- torie stellari acquistano un valore simbolico, intessono trame silenzio- se che diventano una radiografia dell'interiorità umana. Sara Abram



Monesiglio (CN)


Santuario Madonna dell'Acqua Dolce
Jean Gaudaire - Thor

Fra le acque d'oriente. La preziosità dell'acqua, sancita dalla dedica del Santuario di Monesi- glio, si collega in queste opere ai ricordi d'Oriente. Jean Gaudaire -Thor ripercorre i luoghi e le impressioni sedimentate nel corso dei suoi viag- gi e lascia affiorare alcune immagini in cui si assaporano sensazioni di affinità con la via del sale. I titoli delle opere rimandano a cortili e giardini, a oasi e moschee, ma anche a nomi di città, e tra Aleppo, Fes e Samara ben si mimetizza per la curiosa sonorità il nome di Moschieres. I luoghi orientali evocano situazioni di commercio e di scambio; la loro raffigurazione avviene qui con il riferimento agli oggetti usati come contenitori per la raccolta e il trasporto dell'acqua: in "Betile", per esempio, l'omaggio a Petra come punto di incontro e di passaggio si svolge sulla rappresentazione dei vasi. A livello formale si instaura un rapporto dialettico tra pieno e vuoto, tra interno ed esterno, tra ombra e luce, che si svolge in relazione agli oggetti ma può estendersi a coinvolgere anche la percezione delle forme architettoniche.

Sara Abram

Il fondaco Il fondaco


Prunetto (CN)


Castello di Prunetto
Jean Gaudaire - Thor

Orsa Maggiore. Questo è probabilmente il luogo della Via del Sale dove Jean Gaudaire - Thor ha maggiormente giocato con la possibilità di evocare situazioni dissolte e ricordi svaniti attraverso il sogno e l'immaginazione. Il titolo del ciclo si rifà nuovamente al disegno stellare: lo sguardo, questa volta fanciullesco, ritrova nell'Orsa Maggiore le forme e le figu- re su cui creare un racconto fantastico. La spontaneità di questo approccio a sua volta si trasmette alle invenzioni del disegno e della pittura. Streghe allampanate e paurose migrano in sospensione nell'aria, lupi usciti dalle favole (ma un tempo realmente presenti nei boschi della via del sale) percorrono l'immagine con fare minaccioso, ed un ruolo speciale, quasi di riconciliazione, spetta alla figura dell'orso: la sua derivazione dalla sfera celeste gli conferisce un'aura di sacralità, che trasforma la sua sembianza di giocattolo, talvolta di buffa e tenera rappresentazione, in quella di religioso maestro del tempo e dell'eter- nità. Il gioco sulle figure della fantasia accompagna una disposizione inte- riore in cui l'artista cerca di annullare le distanze temporali, per com- piere sulla via dell'immaginazione il tentativo di ristabilire un contatto con il passato. In ognuno degli ambienti del castello le opere pittoriche si pongono in comunicazione con le sale, ammiccano alla loro funzio- ne originaria e divengono un invito allo scioglimento di un enigma. In questo modo, l'impressione forte suscitata anticamente da una nevicata straordinaria, così fuori dal comune da essere immediata- mente registrata al centro di una parete affrescata del castello, diven- ta motivo su cui costruire una serie di ipotetiche narrazioni; oppure la maestosità inoppugnabile della fortificazione di Prunetto si collega mentalmente al ricordo di popoli invasori, ed ecco comparire sulle tele dell'artista il vociare ininterrotto del "Mercato Saraceno". Sara Abram



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Grottasecca (CN)


Santuario di Maria Vergine Assunta
Jean Gaudaire - Thor

Ex voto. Nel Santuario di Gottasecca s'impongono i simboli di una religiosità molto sentita, perpetuata nel tempo e legata agli aspetti essenziali della vita degli abitanti. Dal culto pagano a quello cattolico, la priorità rimane affidata all'esigenza di trasferire ad una entità sacra la prote- zione dei bisogni vitali, da cui discende il senso di devozione verso le presenze guaritrici. Altrettanto forte è il desiderio di riconoscenza per il superamento delle difficoltà, dei pericoli e delle paure, in un senti- mento autentico di fiducia verso le presenze intellegibili che soccorro- no le fatiche terrene. La gratitudine sente il bisogno di esprimersi in forme tangibili, eviden- ti, che conservano intatte le percezioni dell'immaginario e manifestano senza falsi schermi la loro genuinità. Gli ex voto detengono un potere narrativo estremamente diretto e capace di evocare quegli aspetti ele- mentari del vivere che disegnano il mondo di appartenenza di una comunità. Jean Gaudaire -Thor ripropone in forme nuove i termini genuini di questo linguaggio, creando opere di piccolo formato e caratterizzate dall'uso di colori elementari. Gli elementi visivi che intessono le com- posizioni trovano nel Santuario stesso l'origine della loro intuizione (il cuore, la croce, il fiocco, gli arabeschi), e si liberano in nuove inter- pretazioni accanto ai simboli della Via del Sale. In questi lavori l'astrazione si rivolge a segni e simboli di carattere universale; nella loro limpida sincerità, e nello slancio affettuoso del movimento decorativo, la gratitudine ed il sollievo dei quadretti votivi si rivestono di un nuovo sentimento, liberamente gioioso.
Sara Abram



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Camerana (CN)


Torre di Camerana
Jean Gaudaire - Thor

Ex voto. Nel Santuario di Gottasecca s'impongono i simboli di una religiosità molto sentita, perpetuata nel tempo e legata agli aspetti essenziali della vita degli abitanti. Dal culto pagano a quello cattolico, la priorità rimane affidata all'esigenza di trasferire ad una entità sacra la prote- zione dei bisogni vitali, da cui discende il senso di devozione verso le presenze guaritrici. Altrettanto forte è il desiderio di riconoscenza per il superamento delle difficoltà, dei pericoli e delle paure, in un senti- mento autentico di fiducia verso le presenze intellegibili che soccorro- no le fatiche terrene. La gratitudine sente il bisogno di esprimersi in forme tangibili, eviden- ti, che conservano intatte le percezioni dell'immaginario e manifestano senza falsi schermi la loro genuinità. Gli ex voto detengono un potere narrativo estremamente diretto e capace di evocare quegli aspetti ele- mentari del vivere che disegnano il mondo di appartenenza di una comunità. Jean Gaudaire -Thor ripropone in forme nuove i termini genuini di questo linguaggio, creando opere di piccolo formato e caratterizzate dall'uso di colori elementari. Gli elementi visivi che intessono le com- posizioni trovano nel Santuario stesso l'origine della loro intuizione (il cuore, la croce, il fiocco, gli arabeschi), e si liberano in nuove inter- pretazioni accanto ai simboli della Via del Sale. In questi lavori l'astrazione si rivolge a segni e simboli di carattere universale; nella loro limpida sincerità, e nello slancio affettuoso del movimento decorativo, la gratitudine ed il sollievo dei quadretti votivi si rivestono di un nuovo sentimento, liberamente gioioso.
Sara Abram



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Aisone (CN)


Casa del Parco
Jean Gaudaire - Thor

Terres de grand feu. Probabilmente uno degli ultimi luoghi di scambio per sacchi di sale e ceste di acciughe, Aisone è per Jean Gaudaire -Thor un paese legato alle origini della propria famiglia, evocate dalle pagine di vecchi qua- derni e dalle lettere conservate appartenute ai suoi avi. Parte da Aisone il cammino della sua passione archeologica, che da sempre lo invita a compiere lunghe esplorazioni nella Valle delle Mera- viglie. Cercando di conoscere la vita dell'uomo neolitico, ripercorrendo meti- colosamente i suoi luoghi di vita, l'artista ha meditato sui significati dei segni graffiti, è andato alla ricerca di frammenti di oggetti rinvenuti in prossimità degli "abrì" (gli ingressi alle caverne protetti dalla roccia), e si è interrogato a lungo sui ritrovamenti di conchiglie sul versante meridionale delle grotte, ottenendo infine risposta proprio nel passag- gio della via del sale. Nella scelta della ceramica è chiara l'immagine di una dimensione quotidiana, ma soprattutto si affida a questo antico materiale un ruolo di mediazione verso pratiche di origini lontane, ormai dimenticate o abbandonate. Per il tramite dell'arte avviene un recupero tecnico e culturale, si rista- bilisce un contatto con cui l'artista contemporaneo può tornare ad indagare le radici profonde della propria creatività.
Sara Abram



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